Perché la dieta mediterranea è la migliore? – Personal Diet

aprile 4, 20170
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Spesso sentiamo parlare di Dieta Mediterranea, Dieta Dissociata o Dieta Proteica, ma vi siete mai chiesti cosa renda la Dieta Mediterranea un vero e proprio patrimonio culturale, unico tipo di dieta considerata preventiva verso numerose patologie? Lo spieghiamo in questo breve articolo!

1.Uno sguardo all’etimologia.

Nel sito dell’Unesco è possibile leggere: il termine Dieta si riferisce all’etimo greco “stile di vita”, cioè all’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale,l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare”. Si tratta quindi non solo di un valido modello alimentare (lo sapevate che recentemente è stato evidenziato che siamo il popolo più in salute? dati Bloomberg Global Health Index), ma anche di uno stile di vita in cui il cibo costituisce un elemento identitario e identificante, un mezzo attraverso il quale entrare in comunicazione con le diverse culture, strumento di convivialità attraverso cui la condivisione dello stesso cibo, favorisce le relazioni interpersonali e il senso di appartenenza collettivo, nonché la condivisione di uno stesso orizzonte di significati e valori.

 2.Un po’ di storia 

La scoperta della Dieta Mediterranea avviene nel 1951, quando Ancel Keys (famoso nutrizionista e fisiologo americano) arriva a Roma inviato dalla Fao, per un convegno il cui scopo è quello di riorganizzare la nutrizione di tutta l’Europa, reduce dalla seconda guerra Mondiale.  Durante la permanenza in Italia,in particolare a napoli,  Keys osservò che:

– nel sud Italia vi era una incidenza più bassa delle malattie del benessere rispetto a quanto si registrava fra i ceti più ricchi degli USA;

– nonostante il consumo di grassi fra la popolazione americana e quella italiana fosse molto simile, in termini di quantità, quest’ultima risentiva in maniera minore della diffusione delle patologie cardiovascolari. I grassi consumati, erano, infatti, qualitativamente differenti trattandosi prevalentemente di grassi monoinsaturi e di quelli omega 3, ricavati dai pesci;

– il livello di colesterolo ematico non era correlato al patrimonio genetico individuale, ma andava messo in relazione con le abitudini alimentari e gli stili di vita.

A questo punto Keys si pone una grande domanda: come mai un ricco americano ha un’aspettativa di vita più bassa e soffre di più malattie, pur essendo molto più ricco, rispetto ad un operaio napoletano, che vive in condizioni igienico sanitarie ed economiche peggiori? 

Keys fu il primo ad intuire l’esistenza di una relazione tra l’alimentazione mediterranea tipica delle comunità agricole del sud Italia e patologie cardiovascolari.

Nel 1957, per avvalorare l’ipotesi che la salute dipende da cosa mangiamo, e che incidenza delle malattie coronariche variasse in relazione ai diversi regimi alimentari adottati, comincia il più grande studio epidemiologico della storia “Seven country study” (12.000 persone analizzate in 35 anni, di sette nazioni differenti: Italia, Stati Uniti D’America, Finlandia, Jugoslavia, Giappone, Olanda e Grecia, ). Studio importantissimo perché non solo ha scoperto la Dieta Mediterranea, ma che la dieta mediterranea è una dieta, uno stile di vita che allunga la vita.

 3.Patrimonio dell’UNESCO

Il 16 novembre del 2010 il Comitato intergovernativo riunito a Nairobi ha ufficialmente iscritto la dieta mediterranea nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.  Dalla motivazione del Comitato si evince che: “La dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo del cibi. È caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, i cui ingredienti principali sono olio di oliva, cereali, frutta e verdura, pesce, prodotti lattiero caseari e carne, spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre nel rispetto delle convinzioni di ogni comunitàla Dieta Mediterranea comprende molto più che solo cibo, promuove l’interazione sociale…”.

4.Come è costituita la dieta mediterranea?

La dieta mediterranea esprime una cultura del cibo attenta alla qualità degli alimenti e alla semplicità delle preparazioni. Gli alimenti di base sono verdura e frutta di stagione, cereali e legumi, pesce e carne, uova e formaggi (senza esagerare), olio d’oliva, meglio extra-vergine, vino ai pasti con moderazione.

Purtroppo le abitudini alimentari attuali sono cambiate a favore dei cibi ad alto contenuto di proteine, grassi saturi e zuccheri fino a superare l’apporto di nutrienti necessario. Al fine di orientare la popolazione verso comportamenti più salutari, è nata la piramide alimentare che tiene conto non solo del cibo ma anche dell’attività fisica e apporto idrico.

 

 

Quindi, graficamente, la dieta mediterranea è rappresentata dalla piramide alimentare, il cui equilibrio tra i vari macronutrienti è pari al 55-60% per i carboidrati, 10-15% per le proteine e 30% per i grassi. La piramide alimentare privilegia i primi piatti come pasta o riso, verdure, frutta, senza eccedere con i secondi piatti quali carni, pesce, uova e formaggi.  Inoltre, si basa su 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) più due eventuali spuntini.

Concludendo, spesso con il termine dieta, immaginiamo un regime restrittivo, rigoroso e pieno di rinunce. La Dieta Mediterranea non è niente di tutto ciò, è uno stile di vita da adottare per rimanere in buona salute, per mangiare sano e vivere in maniera sana. Per vivere bene è importante mangiare bene, essere felici a tavola senza esagerare, stare bene con chi ci circonda, rimando sempre attivi.

Dott.ssa Angela Valentino

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